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Articolo per "Informa VVD"

<<Il mondo delle Arti Marziali è da sempre considerato dallo sportivo comune come zona pericolosa, vuoi per il risultato di decenni di cattiva cinematografia, vuoi per una scarsa opinione o diffidenza verso tutto ciò che arriva dai  Paesi del "Sol Levante". Difficilmente si pensa agli aspetti educativi, formativi, psicologici che millenni di guerre, battaglie e sommosse popolari hanno portato nella cultura e nella tradizione e in ciò che resta del modo di vivere di quei grandi popoli. Ecco allora che il "marzialista" puro può contare su esperienze tramandate da intere generazioni di combattenti, esperienze che ancora oggi riescono ad interessare un  gruppo piuttosto vasto di persone, e condividerne gli aspetti più reconditi e significativi. Qui nasce l'esigenza da parte del curioso o del vero appassionato, di vedere dove si cela la distinzione tra una disciplina ed un'altra, cos'è che crea la diversità tra discipline giapponesi, coreane, cinesi, vietnamite, filippine, ma soprattutto cosa le accomuna. E questo voler scavare nelle varie Arti porta prima o poi ad allenarsi, a combattere od a confrontarsi in qualche modo con diversi altri modi di intendere le Arti Marziali, e la ricerca continua, e la visione si apre ed allarga orizzonti e limiti. Personalmente sono convinto che lavorare in questo senso non sia in qualche modo inquinante nei confronti della propria disciplina, ma al contrario allarghi veramente la mente verso una conoscenza più profonda ed una convinzione forse più greve di ciò che si pratica. In qualità di praticante di Jujitsu, l'esperienza fatta in questi anni con i gruppi di Viet Vo Dao, con il Karate, il Judo, l’Aikido ed ogni altra disciplina, ha portato necessariamente una crescita tecnica, ma soprattutto una diversa voglia di lavorare insieme, una sorta di desiderio di scambio comune. In particolar modo ho avvertito questo da parte di ognuno dei Maestri che hanno partecipato a questi incontri, col desiderio di sopprimere le gelosie e le segregazioni di tanti anni. Lo sforzo maggiore nella piccola realtà bresciana credo sia stato quello di creare un’attività ricorrente comune, ovvero una giornata di studio dove ogni disciplina potesse esprimere il proprio meglio e dare la possibilità alle altre di poterne provarne l’essenza; quello che per definizione è la "Giornata delle Arti Marziali" dando così modo ad atleti e Maestri di socializzare, di creare scambi di opinioni e di condividerne le difficoltà. La crescita interiore quindi diventa assoluta ed il bagaglio tecnico rende l'atleta un uomo completo, conscio della propria preparazione e con una visione più ampia rispetto al giorno prima. E' interessante scoprire come ai giorni nostri sia ancora grande la voglia di comunità, di creare gruppo , nonostante la tendenza sia ad isolarsi; certamente sono cambiate le motivazioni per cui l'uomo-atleta si avvicina alla palestra ed è nostro compito di educatori, prima che di Maestri di Arti Marziali, dare lo stimolo iniziale corretto. >>
      Sandro Savoldelli
      Presidente Associazione Sportiva Bushido

Seminario intensivo estivo 2009...io c'ero!

Di ritorno dalla Spagna per il corso intensivo estivo della "European Bugei Society", giusto due parole di commento per un evento che certamente ritengo il più interessante vissuto degli ultimi 25 anni. La preparazione, la serietà e la vastità del programma tecnico, teorico , pratico, storico e medico, sono stati una grande e gradita sorpresa.
Circa 6/8 ore al giorno tra pratica, discussioni e teoria del Bugei mi hanno segnato profondamente e non posso che iniziare una seconda vita con una diversa visione del mondo marziale. Certamente l'entusiasmo della partecipazione ha molto contribuito alla piena soddisfazione del seminario, ma assicuro a chi ancora non conosce le arti marziali a fondo, che la "Via" da percorrere ha una vastità impressionante e personalmente mi ha aperto una finestra su un mondo finora sconosciuto. Pur essendo una "piccola organizzazione" (secondo i canoni abituali in Europa, dove se non hai almeno 500 allievi non sei nessuno...ndr) ha moltissimo da dare e da dire. Certo la provenienza brasiliana non contribuisce alla collocazione geografica che ci si aspetta, ma è certo che l'influsso nipponico di Ogawa Sensei nel luogo di origine si sente eccome. Shidoshi Jordan è un pozzo di sapere, pratica da quando aveva 6 anni ed è cresciuto praticamente in casa Ogawa e la tradizione nippo/guerriera ne ha molto influenzato il carattere e la formazione. Parla e scrive fluentemente giapponese, è calligrafo, artista eclettico di Sumi-e e di molte altre arti nihon, persona di grande cultura e gradevolissimo ospite. Sono stato accolto in casa sua come un amico di lunga data e trattato come si conviene alla maniera nipponica, indipendentemente da chi sei, cosa fai e cosa hai fatto in precedenza. Non posso che ringraziare il cielo ed il caso che mi ha portato a conoscere questa Scuola, perchè di vera Scuola si tratta!
Sandro Savoldelli

Ultima modifica: 12/12/2017
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